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Casa di resclusione San Michele di AlessandriaAcqui Terme. Secondo le stime riportate sul sito Internet del Ministero della Giustizia, dati aggiornati a gennaio 2017, il totale dei detenuti sul territorio nazionale è di 55.381 elementi, di questi 18.825 sono stranieri; la capienza regolamentare per i luoghi di detenzione del nostro Paese, dato riportato sempre dallo stesso sito, è di 50.174. Nonostante gli evidenti sforzi fatti negli ultimi anni si evince come la densità di popolazione sia ancora elevata. Nella sezione Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, alla voce statistiche, vediamo come il picco massimo dei suicidi, nelle carceri italiane, è stato nel 2001 (n.69) e nel 2011 (n.63). È evidente la connessione tra il dato dei suicidi e il numero assai elevato di presenze, per fortuna calate negli ultimi anni.

Nell’art.1 dell’Ordinamento Penitenziario si parla di reinserimento sociale, la sfida o meglio, il paradosso, è effettuare questo lavoro di ri-socializzazione e di rieducazione al mondo esterno in uno dei luoghi più impermeabili della società odierna. Uno dei pionieri nell’affrontare il problema degli effetti che un soggiorno in carcere più o meno lungo può avere sulla vita delle persone è stato il sociologo Erving Goffman nel suo celebre Asylum del 1961. In questo manuale sulle istituzioni totali illustra in modo magistrale a quali trasformazioni può andare incontro il sé di chi sperimenta un internamento; ma qui non si vuole, per una volta, levare il solito lamento sulle condizioni delle carceri italiane, ma la veridicità del sempre valido assioma fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.

"Il cielo in una stanza" è uno dei progetti dell’Associazione Liberi Pensanti rivolto ai collaboratori di giustizia della Casa di Reclusione San Michele di Alessandria e nasce per iniziativa di un gruppo di docenti delle Scuole Superiori della provincia di Alessandria. Il percorso, partendo dai progetti in corso nella struttura come Le botteghe d’arte e dall’apporto della variegata gamma di esperienze di diverse professionalità espresse dai singoli intervenenti, vuole, mediante l’articolazione di contenuti tematici che si situano lungo tre assi disciplinari (storico-letterario, artistico-musicale, tecnologico-scientifico) innescare processi conoscitivi a partire dall’analisi di materiale documentale, esperienze sensoriali e tecnico-pratiche. Lo scopo è proiettare i partecipanti in un contesto di arricchimento culturale ed emotivo che, nonostante il vissuto quotidiano (di costrizione), sia capace di accompagnarli lungo il percorso di rieducazione volto a stabilire rapporti sociali positivi. Il progetto nasce dalla convinzione che un buon esito del percorso di reinserimento all’interno della società, passi per una più sicura appropriazione del proprio ruolo di cittadino attraverso un ampliamento dei propri orizzonti culturali che possa innescare esperienze di pensiero libero.

I collaboratori di giustizia ristretti presso la Casa di Reclusione San Michele di Alessandria sono divisi in due gruppi composti da circa 20/25 partecipanti; le metodologie adottate sono diverse, si va dall'incontro frontale con dibattito e dialogo guidato, da cicli di apprendimento esperienziali con lavori di gruppo, dall'utilizzo dell’informatica e degli ambienti virtuali al brain storming, con il supporto di testi, articoli e materiale audiovisivo. Il progetto è strutturato in una serie di incontri della durata approssimativa di 1 ora e 30 minuti con cadenza settimanale. Gli iniziatori del progetto sono Giovanni Mercurio, Giuseppe Molaro ed Eleonora Trivella che hanno dato vita nel 2016 all’Associazione Liberi pensanti. Strada facendo, si sono via via aggiunti altri volontari docenti e liberi professionisti, come i tre iniziatori, che hanno voluto donare qualche ora del loro tempo ai reclusi: Massimo Arnuzzo, Franca Barbero, Assunta Boccaccio, Ines Onorina,  Giorgio Botto, Stefania Terzi, Silvia Vacchina, Carlo Pietro Puglia, Patrizia Piana, Marco Orsi, tutti, compreso gli iniziatori “Liberi Pensanti”, docenti presso l’I.I.S. Parodi di Acqui Terme. Si sono aggiunti in seguito Giovanni Paolo Caruso, tecnologo presso il C.N.R. di Genova, Paolo Favato, counsellor e mediatore familiare, Lucia Ferlino, ricercatrice presso il C.N.R. di Genova, Vittorio Fusco, oncologo presso l’Ospedale S.S. Antonio e Biagio di Alessandria, Monica Fonti, Dirigente scolastico di Spinetta Marengo, Elisabetta Grosso, psicoterapeuta,  Anna Montiglio, docente presso I.S. Balbo Casale Monferrato, Guido Rondoletto, docente presso I.I.S. Vinci di Ovada, Fabrizio Ravicchio, assegnista di ricerca del CNR di Genova, Sarah Antonella Tabozzi, assegnista di ricerca del CNR Milano.

I laboratori si sviluppano su due sedi, la Casa di Reclusione San Michele e il Don Soria di Alessandria. Al San Michele sono attivi due progetti: uno il lunedì, con i detenuti comuni, intitolato Caffè letterario, nel più grande progetto Artiviamoci; l'altro il giovedì, con i collaboratori di giustizia, intitolato Il cielo in una stanza. Al Don Soria, quest’anno è stato avviato un corso di ceramica con il Prof. Carlo Puglia con ben 26 iscritti.

Nel caso vi fossero persone interessate a portare il loro contributo di volontariato è possibile mettersi in contatto con l’Associazione utilizzando il seguente indirizzo di posta elettronica   3liberipensanti@gmail.com

Maria Letizia Azzilonna