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Si chiedono più treni sulla linea per GenovaOvada. Si è svolto a Palazzo Delfino il 3 febbraio un impor­tante incontro tra i sindaci del­le zone di Ovada, Acqui e Val­le Stura, il comitato dei pendo­lari, il senatore Federico For­naro, il consigliere regionale Valter Ottria ed altre autorità, per le diverse problematiche relative ai trasporti di lavoratori e studenti sulla linea ferrovia­ria Acqui-Ovada-Genova, dopo il rifiuto da parte delle Ferrovie dello Stato di una coppia di treni in più.

Lo scorso anno ventisei sin­daci delle zone interessate all’annoso, sentitissimo e coin­volgente problema, avevano siglato il protocollo d’intesa con il comitato dei pendolari ma dall’alto è stato riferito che non ci sarebbero i soldi per au­mentare le corse sulla linea Acqui-Ovada-Genova.

Il consigliere regionale Walter Ottria, presente all’incontro, puntualizza: “Abbiamo ipotiz­zato alcune strategie. Alla riu­nione con i comitati dei pendo­lari della linea Acqui-Ovada-Genova ho portato tre ipotesi di lavoro da perseguire in ma­niera organica. Ai comitati ho chiesto di coin­volgere formalmente anche gli assessorati della Regione Pie­monte in modo di far sentire la propria voce non solo al livello ligure.

Poi, ritengo sia scaduto il tempo di temporeggiare. I sin­daci e i comitati devono salda­re il loro rapporto, chiedere l'apertura e presentarsi ad un tavolo congiunto tra le regioni Liguria e Piemonte. A questo proposito chiederò formalmen­te l'apertura di questo tavolo alla Giunta regionale piemon­tese.

L'obiettivo a più lungo termi­ne dovrà essere quello di prendere in carico la linea. Il primo passaggio formale però è un tavolo a cui pendolari, Comuni e le due regioni lavori­no per mettere in campo azioni sostanziali a sostegno dei la­voratori e degli studenti pie­montesi.”

Il senatore Fornaro, dopo aver ringraziato il comitato pendolari per il lavoro, ha pro­posto poi di elaborare nei prossimi mesi una riflessione istituzionale di ampio respiro, che sia occasione per immagi­nare uno sviluppo strategico per le terre di confine tra Pie­monte e Liguria: trasporto pub­blico locale, salute, turismo, ecc.”

Il sindaco di Ovada Paolo Lantero: “Sosteniamo con forza quanto proposto dal comitato pendola­ri di convogli in più al mattino nella fascia oraria critica e più frequentata per Genova ed al pomeriggio alle ore 15 dal capoluogo ligure per Ovada ed Acqui.

La gente dei territori di confi­ne, come è il nostro, non deve pagare, in termini di utenza dei treni, per questo.

E questo vale sia per i treni diretti a Genova carichi di stu­denti e di lavoratori che ad Alessandria, di cui auspichia­mo presto il ripristino.”

Red. Ov.