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stabilimento nuove TermeAcqui Terme. Lunedì 6 febbraio lo Stabilimento di Cura “Nuove Terme” riaprirà al pubblico, dopo la normale pausa di chiusura impiegata come sempre per la manutenzione degli impianti.

«Anche nel 2016 – ci spiega Il Direttore Sanitario delle Terme di Acqui, dott. Giovanni Rebora -  le Terme hanno continuato la propria attività fino allo scadere dell’anno, consapevoli di offrire in questo modo un servizio utile sia alla clientela affluita per le festività negli alberghi, sia ai cosiddetti “pendolari”».

Lunedì 6 febbraio si inizieranno a praticare: cure inalatorie, insufflazioni endotimpaniche, ventilazioni polmonari, trattamenti in piscina, irrigazioni vaginali e riabilitazione motoria: comprensiva, quest’ultima, di chinesiterapia, massoterapia, terapie strumentali (laser, ultrasuoni, elettroterapia, magnetoterapia, etc.), di idrochinesiterapia e di idroginnastica vascolare.

Con lunedì 13 febbraio, infine, la gamma di prestazioni effettuabili presso lo Stabilimento “Nuove Terme” sarà completa, aggiungendosi la fangobalneoterapia.

«Anche per la stagione 2017 – ci ha ancora detto il dott. Rebora - si proporranno al pubblico come negli anni precedenti una serie di sconti inerenti non solo le piscine termali e le cure inalatorie, ma allargati anche alle insufflazioni, ai fanghi, ai massaggi, e in generale ai trattamenti di riabilitazione motoria.

Colgo l’occasione per ricordare che le acque termali acquesi, la fonte “Bollente” e quelle del “Lago delle sorgenti”, in virtù della loro ipertermalità (rispettivamente, 75°C e 50°C), e soprattutto per l’elevato contenuto salsobromojodico e in secondo luogo sulfureo, trovano indicazione terapeutica nella cura di diverse affezioni.

Le Terme di Acqui, infatti, hanno convenzioni con il S.S.N. per trattamenti a base di fanghi e bagni terapeutici, necessari a chi è affetto da artrosi, reumatismi extra-articolari o postumi traumatici, oppure per cure inalatorie e per ventilazioni polmonari integrate, utili in tutte le affezioni croniche delle vie aeree di pertinenza otorinolaringoiatrica o pneumologica; si effettuano, poi, trattamenti convenzionati per la sordità rinogena, per i postumi di flebopatie croniche, per le flogosi croniche di natura ginecologica.

Utilizzando le convenzioni con il S.S.N., il paziente, dopo essersi fatto prescrivere le cure dal medico di famiglia o dallo specialista (del settore interessato) sull’apposito ricettario regionale, può accedere ai nostri reparti con il semplice pagamento della quota fissa di € 3,10, se sopra i 65 anni d’età e con reddito inferiore a € 36.151,98, o altrimenti con il pagamento del ticket di € 55,00».

red.acq.