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Telecity Castelletto d'OrbaCastelletto d’Orba. Sono una sessantina i dipendenti di Telecity, Telestar e Radiocity che rischiano il licenziamento, sui 140 attualmente operanti nelle sedi di Assago, Alessandria, Castelletto d’Orba, Genova e Milano.

L’annuncio dell’imminente apertura di una procedura di licenziamento collettivo è stato dato alla fine della scorsa settimana nel corso di un incontro svoltosi ad Assago, a cui hanno partecipato Slc Cgil, Associazione stampa Subalpina e Associazione ligure dei giornalisti. L’azienda, nata nel 1976 a Castelletto d’Orba da un’intuizione dell’imprenditore Giorgio Tacchino, da tempo non naviga in buone acque e opera con l’ausilio degli ammortizzatori sociali, ha annunciato una drastica ristrutturazione.

Al momento non è dato sapere dove si concentreranno gli esuberi e quali sedi chiuderanno, anche se sembra difficile, per restare in provincia, che nel piano di ristrutturazione ci possa essere spazio contemporaneamente per le sedi di Alessandria e Castelletto d’Orba.

I sindacati di categoria contestano la ristrutturazione, da una parte perché a loro parere “l’azienda avrebbe ancora lo spazio per poter proseguire con gli ammortizzatori sociali", e dall’altra perchè ritengono che prima la proprietà dovrebbe fare "chiarezza sul piano industriale futuro e sulla gestione dell’azienda stessa”. Le preoccupazioni riguardano anche l’efficacia della ristrutturazione, dal momento che, per stessa ammissione della società, una misura così traumatica garantirebbe solo sei mesi di sopravvivenza legati all’impegno temporaneo della concessionaria di pubblicità nella trasmissione “Diretta Stadio” su 7Gold.

La procedura di licenziamento collettivo sarà formalizzata alle organizzazioni sindacali in settimana, poi partirà la trattativa. In quella sede, probabilmente, si saprà quanti posti di lavoro sono effettivamente a rischio fra Castelletto e Alessandria, dove lavorano in tutto circa 60 persone.

M.Pr