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conferenza UnescoAcqui Terme. Tanto presente e tanto futuro nell'introduzione alla conferenza - promossa dai “Marchesi del Monferrato” e dall'Associazione, nata per il riconoscimento UNESCO, per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli  di Langhe - Roero e Monferrato; il tutto in collaborazione con il Municipio di Acqui - tenutasi a Palazzo Robellini, sabato 10 dicembre.

Primo attore dell'incontro è stato il Sindaco Enrico Bertero (con fascia tricolore), inarrestabile ed esuberante nel suo parlare “a braccio”. 

 Vivacissima la sua introduzione storica, pur “da bar”, come lui stesso l'ha definita: che ha preso spunto dai nuovi ritrovamenti presso il passaggio ferroviario di Corso “Divisione Acqui”.

 “La città di Aquae come Mediolanum”, ora che le ultime campagne sembrano meglio definire l'immagine topografica di un centro termale nell'antichità di primissimo ordine.

  Ecco la stele ritrovata in quella che era la Tomba dei Valeri; ecco il riferimento a nuovi marmi policromi (da altro sito) che presto verranno presentati...

 Quindi un balzo in avanti di alcuni secoli.

L'azione ricostruttiva del Duca Ferdinando Carlo Gonzaga, dopo la grande frana che distrusse  i più antichi insediamenti termali oltre Bormida (evento del 31 marzo 1679), e coinvolse l'architetto Gio Batta Scapitta, ha infatti sollecitato il Sindaco a soffermarsi  sul delicato problema del futuro termale della città.

“Usque tandem... un tempo d'attesa, che sta per finire...”

 Perentorie le sua parole nei confronti della nuova proprietà, da cui non è ancora purtroppo venuta la proposta del piano industriale. “Sino al 10 gennaio prossimo [la nuova scadenza] di questa sarò il primo collaboratore, il miglior amico; ma dopo potranno contare  solo sulla mia inimicizia”.

 Evidente l'ansia del primo cittadino per il “tempo perso, e che si continua a perdere” in questo comparto “esterno” alla sua amministrazione, ma su cui egli vuole vigilare attentamente.

 Vivissima, invece,  la soddisfazione dimostrata per gli investimenti culturali del 2016  (in effetti un po' tutti i recenti discorsi di Enrico Bertero sono di attento, marcato, consultivo, decisamente “interessato”, poiché non lontane sono le elezioni amministrative: ecco ricordati sempre in ogni occasione il  Dalì dell'Antologica, e l'inaugurazione dei magazzini del Museo Archeologico), tanto da ipotecare anche il futuro.

E, allora, a proposito della struttura del  Castello, parlando apertamente  di un suo “secondo prossimo mandato”, viene  annunciato (e ciò  era accaduto anche il giorno prima, nell'ambito  del pomeriggio di studi sui Templari) un suo raddoppio,  formalizzato lunedì 12 attraverso una delibera di giunta.

                        ***

  Più misurate e concise  le parole di Gianfranco Comaschi. Che ha sottolineato il risultato “incoraggiante e tangibile” in merito all'identità del territorio compiuto dal 2014. “E certo non ha giovato  al Monferrato la sua divisione amministrative in due province; così le ambiguità di un un Basso Monferrato  a nord dell'altro, denominato Alto...”.

  Insomma: diversi i “difetti di partenza”. Riconosciuto  anche “un passo”  storicamente più lento  rispetto alla Langa (la cui immagine nazionale e internazionale è inevitabile pietra di paragone), quanto si è ottenuto  con il riconoscimento UNESCO apre scenari straordinari. Puntando - rispetto alla riscoperta storica - ora sul carisma dei personaggi (come i Duchi di Mantova), ora sul paesaggio dei  castelli. E non dimenticando un “metodo” atto a coinvolgere i giovani in un “lavoro più che mai di squadra”.

 Di qui  gli incontri - come del resto quello ultimo acquese - realizzati (il 26 novembre a Cassine proprio sulle prospettive di valore del riconoscimento; il 30 a Casale Monferrato, nell'ambito delle iniziative “Dopo l'Unesco Agisco”) e in progetto. Ma sono  questi i giorni  della presentazione ufficiale dell' Archivio Storico Digitale del Monferrato.

 G.Sa

 

L'Archivio Storico Digitale del  Monferrato

   L'Archivio Storico Digitale del  Monferrato è  l’innovativo portale  che sarà disponibile per la libera consultazione degli utenti dal mese di gennaio.
 Circa duemila schede sono state inserite nel corso degli ultimi mesi, il che permette, già oggi, di ottenere un quadro completo delle oltre cinquecento località storicamente appartenute al Monferrato e dei suoi Marchesi e Duchi.

Nel frattempo procede la schedatura degli edifici (fortificati e religiosi), delle monete, delle opere d’arte e, soprattutto, delle innumerevoli pubblicazioni (libri e saggi) che trattano tematiche legate al Monferrato; si tratta di un immenso lavoro che, nei prossimi anni, permetterà al portale di contenere decine di migliaia di schede.

Grazie a questo Archivio – realizzato dalla Linelab di Alessandria con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria - il Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” rende quindi disponibile uno strumento fondamentale, non solo per ricercatori e studenti, ma anche per promuovere turisticamente il Monferrato accedendo a contenuti scientificamente corretti.  

“Si tratta di un patrimonio di informazioni di valore inestimabile che abbiamo il dovere di raccogliere con impegno e intelligenza, di conservare con grande cura e attenzione e di tramandare alle future generazioni, utilizzando i più moderni mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione”: questa la chiosa di Pier Angelo Taverna, presidente della Fondazione CR Alessandria.

All'iniziativa ha dato il suo patrocinio la Regione Piemonte  ritenendolo compatibile con le iniziative che il settore archivistico persegue.

L’Archivio mette liberamente a disposizione del pubblico un patrimonio di informazioni che riguardano oltre sette secoli di  storia. E c'è davvero bisogno di andare alle radici più profonde del nostro Monferrato, dal punto di vista storico, culturale, economico e sociale, considerando le attuali opportunità che l’Europa e l’UNESCO offrono al nostro territorio.