Per accedere alla versione PDF
devi essere un utente registrato/abbonato

 

 

MercatAncora

Edicole e farmacie

Cinema

Teatro e concerti

Feste e sagre

ASD Entrèe scuola di danza - Acqui Terme (AL)

Chicche da leggere di Piero Spotti

Scuola di danza Evri Massa - Acqui Terme e Ovada (AL)

Centro sportivo e arti marziali - Acqui Terme (AL)

Motoclub Acqui Terme  (AL)

Scuola pattinaggio di Castelletto d'Orba

In punta di piedi - Scuola di danza - Acqui Terme (AL)

Artistica 2000 - Acqui Terme AL

SIR - Servizi Informazione Religiosa

Annunci, offerte lavoro, auto, moto, casa...>>

Le principali Mostre

Home

convegno sui templariAcqui Terme. Un gran pubblico, foltissimo, inatteso dagli stessi promotori, ha fatto cornice all'incontro di venerdì 9 dicembre, nel pomeriggio, presso la Sala “Belle Epoque” del Grand Hotel “Nuove Terme”.

Organizzato dal locale Lions Club, da una idea di Renato Dabormida, in collaborazione con il Premio “Acqui Storia”, è stato inaugurato dai saluti del Sindaco Enrico Bertero (ma è stata, poi, Franca Roso, vicesindaco, a rappresentare il Comune una volta iniziate le relazioni), e dalle parole di benvenuto di Massimo Giacobbe, presidente di un sodalizio che ha tagliato il traguardo del 62° anno (e che accoglie ancora nel suo organico uno dei fondatori: l'ing. Bariggi).

Tra al-Aqsa e Omar, moschee “cristiane”

 Vari, articolati, ricchi ed estremamente compositi i contributi (per più di uno dei presenti anche eccessivi: entrato nel vivo alle 17.30, un po' tardi, i relatori, con il passare del tempo, ha visto la platea andarsi sempre più ad assottigliarsi).

 Tanto che lo stesso Franco Cardini, da cui si attendevano le conclusioni, considerata l'estrema varietà degli apporti, ha rinunciato ad una sintesi, vista la problematicità dei collegamenti tra contributi così diversi.

 E, infatti, dopo un esordio dedicato alle indicazioni minime topografiche (con al-Aqsa casa capitana templare dal 1120 sino al 1187; e Omar, o meglio: la Moschea della Cupola della Roccia, Templum Domini dei Franchi), sino alle 20 i lavori si sono protratti.

 Ora battendo sull'iconografia e su una fonte come la Cronaca di Ernoul, scudiero al servizio di Balian d'Ibelin, negoziatore della resa di Gerusalemme a Saladino nel 1187, con Simonetta Cerrini (con tanto di edizioni in fac simile di diversi documenti che han potuto circolare tra il pubblico).

 Quindi affrontando il problema dei documenti scomparsi tra Avignone, Parigi e l'Archivio Vaticano (con tracce inseguite sugli inventari) riguardanti il processo templare, dai tanti tratti illegali (l'inquisizione non è infatti libera dai condizionamenti politici). E su questi contenuti si è soffermata in video conferenza Barbara Frale. Con la stessa relatrice pronta ad inerpicandosi sulle strade di leggende nere, occultismo e templarismo (tirando nel gioco delle citazioni ora Le antichità giudaiche di Giuseppe Flavio, ora il De occulta filosofia di Cornelio Agrippa)

E così, citata l'epopea dei liberi muratori, interessanti sono stati gli approfondimenti sul “relativismo” del presente e anche del passato: “ecco la realtà che non cristallizza, che oscilla tra bianco e nero, tra zero e uno”, il tutto con il prof. Morris Ghezzi, con un approccio dal taglio decisamente antro-pologico filosofico.

 Un po' a margine è rimasto il tema relativo alla “tecnica bancaria”, e ad una potenza economica templare assai sgradita a Filippo il Bello. Ma uno spazio, significativo, lo si è riusciti a riservare alle domande in merito al “falso” della Donazione di Costantino e ai rilievi di Lorenzo Valla (a ben vedere l'ideale maestro in materia filologica di Martin Lutero: la suggestione è di Cardini) e diritto naturale (con Ghezzi cultore tanto di Spinoza, quanto dei paradossi).

convegno sui templari - il pubblico

      ***

 Ma, davvero, Franco Cardini da un ipotetico imbarazzo del “non concludere” è uscito in modo magistrale: dapprima con un paragone tra fonemi e mitemi, e poi con la metafora (evidentemente orientale l'origine) di un tappeto/realtà ben difficile da leggere. Ma che “dall'altra parte”, a conclusione della vita, quando sarà possibile vedere finalmente i nodi, si rivelerà.

 

 Poveri compagni di lotta, commiltoni di Cristo e del Tempio di Salomone (o anche Tempio del Signore, Templum Domini - la loro casa, già ala del Palazzo di Re Baldovino II, essendo nei suoi pressi), frati cavalieri di un ordine religioso, nati a Gerusalemme avanti il 1120, regolarizzati a Troyes, nella regione dello Champagne, nel 1129 secondo ispirazione benedettina, soppressi nel 1312 da Clemente V (prima della conclusione dei processi loro intentati nel 1308), i Templari sono protagonisti di una inarrestabile ascesa e di una rapida decadenza, che ha il suo culmine basso con la morte di Giacomo di Molay sul rogo (11 o 18 marzo 1314). Ed essi, in più, paiono condensare i tre ordini (oratores, bellatores, laboratores) della società medievale come indica l'affresco, pur lacero e incompleto, della controfacciata di San Bevignate in Perugia. Ecco una scena che si svolge nella loro casa, e bene in evidenza c'è il leone che rimanda alla Vulgata e a San Gerolamo; e un'altra di battaglia con raffigurazione del gonfalone “baucent”, bipartito, bianco nero, poiché, come dice Jacques de Vitry, i Templari sono benevoli e leali verso gli amici, ma terribili verso i nemici.

 Poi viene lo scorcio di un'imbarcazione che rivela la loro intraprendenza commerciale ed economica. (Il che suggerisce anche ad Alain Demurger di articolare, in altrettanti capitoli -e cco anche qui “i religiosi”, “i guerrieri” e “i signori” [dei patrimoni: e così si capisce meglio] la sua capitale opera su Le templiers, uscita in Francia nel 2005 e prontamente tradotta da Garzanti nel 2006).

 Ma libro più importante, nel “fresco” sopra riportato, è quello che l'aquila ghermisce con i suoi artigli: un'allusione al Vangelo di Giovanni, oppure un riferimento all'Apocalisse (e allora viene da richiamare anche il Settimo sigillo di Bergman, con le sue prime sequenze), e alle attese escatologiche successive alla prima prima crociata, nell'attesa della manifestazione di una Gerusalemme Celeste.

 Si aggiunga il Mito del Tempio di Salomone “pieno di magia e segreti, popolato da esseri soprannaturali” (il che si lega ai luoghi “ombelico del mondo”), e la fortuna, postuma ed esoterica, dei templari è facilmente spiegata.

G.Sa

 

Cultura è anche dialogo?

Oriente e Occidente Crociate e migrazioni

 Acqui Terme. “La cosa importante è quella di non procedere per compartimenti stagni”, diceva la nostra prof. ssa. di Lettere delle Scuole Medie.

 L'esperienza, maturata negli anni successivi all'anno (era il 1978) in cui salutò la nostra classe avviata ai corsi superiori , conferma più che mai aveva ragione.

 E, così, un incontro storico, che insiste sui primi secoli dopo il Mille, serve anche per parlare del presente.

 Vero: cercando di coinvolgere l'uditorio Simonetta Cerrini presenta la “carta d'identità dei templari”; poi, illustrando l'affresco della Chiesa di San Bevignate di Perugia, lo equipara ad un selfie. Ma questa, in fondo, è solo “poesia” (con un senso, uno scopo, beninteso: il che ci porta sulle strade degli artifici per divulgare, quanto mai utili di questi tempi).

 È poi con Franco Cardini (dal momento che a lui spetta introdurre i lavori) che viene affrontato il cuore del problema.

 La Storia non sta lì come un monolite, come un relitto abbandonato, che non ha più legami con il presente.

 Ha tanto da insegnare. Solo che occorre “collegarla” a quanto succede nel presente.

 In una disciplina che risente (come ormai tutte) di una iper specializzazione, “il Tempio” non è per me un ambito di scelta elezione”: così Franco Cardini (che Carlo Sburlati, moderatore dell'incontro del 9 dicembre alle Nuove Terme, ricorda di aver premiato all' “Acqui Storia” come Testimone del Tempo, quando come vincitore del volume divulgativo L'appetito dell'imperatore).

 “Io mi occupo ormai prevalentemente di errori, pregiudizi, bugie, equivoci: quelli che l'Europa commette tra XII e XV secolo nei confronti dell'Islam. Protagonisti europei quando va bene miopi. Ma assai più spesso che non possono giustificarsi con una “deficienza della ragione”, perchè semmai essi “sbagliano con intenzionalità”. Talora anche criminalmente. Il fondamentali-smo non sta, infatti, da una parte sola (in genere quella “degli altri”).

 Ecco, per giunta, l'Islam che molto impara dai Greci; che ci trasmette cognizioni filosofiche, astronomiche e matematiche, ora raccolte da altri popoli, ora elaborate.

 “Tutti a quella terra e a quegli uomini siam debitori di qualcosa”. E ciò valeva per il sommo Dante [e di già ricordiamo due volumi per approfondire: quello di Miguel Asìn Palacios, Dante e l'Islam. L'escatologia islamica nella Divina Commedia, Net - ll Saggiatore, 2005, con introduzione di Carlo Ossola; e il più agile Dante fra Oriente e Occidente, di Marisa Della Gatta, FaLvision, 2014].

       ***

Poco prima il Sindaco Enrico Bertero aveva insistito sul concetto di una avviata “deprovincializzazione” della città, con merito da scrivere a tante manifestazioni e iniziative culturali”.

Ma tenuto che quel campionario di errori, pregiudizi, bugie ed equivoci citati dal prof. Cardini, purtroppo da noi ha spesso cittadinanza (e talora proprio nei discorsi ufficiali - con dispiacere dobbiam dirlo, e il rammarico è grande... - come quello del 4 novembre, contro i migranti e chi li soccorre), verrebbe da pensare ad una partita ormai “persa”.

 Così rimane solo una apparenza di “progresso”.

 E finisce invalida ogni ambizione di vera cultura.

 Che solo dal dialogo può nascere.