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ritrovamento archeologicoAcqui Terme. Dal sottosuolo cittadino continuano a riemergere tasselli della storia romana. Pagine affascinanti che ci fanno capire qualcosa di più su quella che era la società dell’antica Aquae Statiellae. È ormai praticamente certo infatti che fra le famiglie influenti della città c’erano i Valeri. Era una famiglia di magistrati, impegnati nell’esecuzione di opere pubbliche ed erano dei liberti. Ovvero degli schiavi che, nel corso degli anni, si erano guadagnati la libertà. La conferma di tutto ciò arriva dagli scavi di corso Divisione terminati solo una decina di giorni fa. Scavi effettuati per interrare le ennesime tubature del teleriscaldamento e che, ancora una volta, hanno portato alla luce importantissime testimonianze storiche.

Ebbene, da questa nuova campagna di scavi, è giusto sottolineare, permessi grazie al finanziamento di Egea che in questi anni ha contribuito parecchio a ricostruire la storia della città, è emersa, fra le altre cose, una lapide funeraria integra che reca il nome Marco Valerio ed è datata I-II secolo d.C. «Naturalmente ora si procederà con la fase di restauro che avverrà a Torino – ha spiegato la dottoressa Marica Venturino della Sovrintendenza ai Beni Architettonici del Piemonte – ma già ora è chiaro che si tratta di un ritrovamento che può essere messo in relazione con le altre tre lapidi ritrovate nel corso di questi ultimi anni in città».

Quattro marmi, il più grande dei quali posizionato all’ingresso dei depositi del museo inaugurati solo un paio di mesi fa, recanti tutti il nome di questa famiglia. «È chiaro che ci troviamo davanti ad una pagina della storia cittadina molto affascinante – ha detto il dottor Alberto Bacchetta conservatore del museo cittadino – una pagina ancora mancante di alcuni elementi ma che sicuramente ci fa comprendere l’importanza di questa città già duemila anni fa». La lapide recante il nome di Marco Valerio, molto probabilmente fa parte di un monumento funerario che la famiglia aveva realizzato proprio ai margini di quella che era l’antica città. Doveva essere il simbolo del prestigio sociale acquisito e non è escluso che in uno dei prossimi scavi si possano scoprire nuovi particolari.

Intanto, rimanendo in tema di ritrovamenti archeologici, c’è da aggiungere che il 21 dicembre prossimo tornerà in città, dopo la fase di accurato restauro, il marmo policromo ritrovato qualche tempo fa durante la realizzazione di un palazzo in centro, e che la Sovrintendenza ha deciso di mettere in sicurezza i reperti archeologici del Palaorto ex Kaimano. Sarà anche realizzata una nuova recinzione dove saranno affissi dei pannelli per far meglio comprendere l’importanza del quartiere rinvenuto.

Durante la conferenza stampa svoltasi nella sala consiliare di palazzo Levi, martedì 13 dicembre, inoltre, si è anche parlato del progetto definito “Acqui Sotterranea”, voluto dal Sindaco, Enrico Silvio Bertero. Un progetto che verrà realizzato grazie alla fattiva collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Alessandria, Asti e Cuneo e al contributo finanziario di "Acqui energia", società del Gruppo Egea.

«Un primo step del progetto è già in avanzata fase di realizzazione e il suo completamento è previsto per l'inizio della prossima primavera» ha spiegato il Sindaco, «i siti su cui hanno già preso avvio i lavori sono quelli della “Fontana romana” di via Roma e del “Teatro romano” di piazzetta Cazzulini. A breve partirà un primo intervento di sistemazione anche nell'area di via Aureliano Galeazzo, dove all'inizio degli anni '80 sono stati scoperti i resti di un importante edificio di culto, legato al Foro dell'antica città, conservati nel piano interrato di un condominio e che si intende rendere in futuro accessibili al pubblico attraverso apposite visite guidate».

Infine, l’Amministrazione Comunale ha annunciato l’ampliamento del Museo Archeologico, da inserire all'interno di un più ampio e ambizioso piano di valorizzazione del Castello dei Paleologi, luogo destinato a divenire – con le annesse Carceri, di cui verranno progressivamente recuperati gli spazi – il nuovo polo culturale della Città, strettamente legato ai percorsi archeologici.

Gi. Gal.