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Acqui Terme. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in redazione improntate alla critica del comportamento del sindaco Bertero durante l’orazione ufficiale tenuta domenica 6 novembre davanti al monumento ai Caduti, nel parco del castello di fronte alla stazione ferroviaria.

Per capire meglio il senso di queste critiche abbiamo ascoltato la registrazione dell’intervento del sindaco, tratta dal filmato che è stato girato per l’occasione. Prendendo spunto dal tema della giornata, che oltre a celebrare le forze armate, celebra anche l’unità nazionale, il primo cittadino parla degli immigrati e di quello che sta succedendo in Italia.

discorso del sindaco di Acqui Terme

«Stiamo andando a Tripoli, non Agrigento, quindi non è un salvataggio, li vai a prendere e allora poi coop e allora poi Caritas se la godono tranquillamente a 35 euro al giorno... 173mila soltanto gli sbarchi di quest’anno... dette queste cose qua quando parlavamo di unità, lo so che faccio arrabbiare il senatore Icardi, però io esprimo quello che penso io, chiaro, quindi è una cosa sbagliata non il soccorrerli ma aver deciso di andarli a prendere là, probabilmente 4 euro, 4 euro e mezzo in Libia avrebbero salvato le finanze dell’Italia, 4 miliardi e 300 milioni destinati a quello, le città stan diventando invivibili, guardate quanti... quante persone chiedono elemosina di qualsiasi colore ci sono in giro, gente che è stata... vi voglio raccontare questo perché è molto edificante, scusate se esco dal tema però visto che siamo stati noi lo posso dire: ho fatto controllare dai vigili il mese di settembre... su un 80-85 persone richiedenti carità fermate e identificate ce ne son state 21 che avevano i documenti a posto erano alcuni già cittadini italiani, c’erano altre persone, tre quattro, che avevano il foglio di via obbligatorio, ma visto in Italia cosa succede con il foglio di via, erano qua, c’erano altri 4 o 5 senza documenti, e c’erano 39 sul totale di 70, ce n’erano 39, Adriano (rivolto al sen. Icardi, presente alla manifestazione-ndr), che avevano la fotocopia del permesso di rifugiato politico in Italia, di richiedente asilo diciamo più correttamente, il richiedente asilo poi da controllare il 95% non sarebbero... non arrivano da zone di guerra... avevano questa fotocopia tra i documenti originali e li tenevano... le coop o le Caritas sti qua prendendo 35 euro poi li mandavano a chiedere la carità perché sicuramente facevano più soldi... cioè voglio dire: c’è qualcosa che non funziona, questo qualcosa che non funziona, abbiate pazienza, dobbiamo risolverlo noi, non dobbiamo farlo risolvere a persone incapaci di risolverlo, che manco abbiamo votato. Scusate il tono polemico della mia... ehm... oggi doveva essere una giornata proprio di pace, di accoglienza, l’ho cominciata bene dicendo che in Italia dovremmo essere più uniti sulle cose più importanti, nel ricordo, se non esiste la memoria, se non esiste l’andare indietro negli anni passati, nel davvero ricordare le persone che hanno contribuito a costruire questa nostra Italia e beh allora a questo punto se non esiste più memoria non esiste neanche più storia. Dette queste cose io ringrazio come ha già fatto il ragionier Bosetti, tutte le persone che oggi sono intervenute, mi spiace che, forse non so l’abbiamo fatto di domenica e non abbiamo le scolaresche.. ricordo e sono sufficientemente datato per ricordare il 4 di novembre qualsiasi giorno fosse era festa ai miei tempi quando avevo la sua età (e indica uno di fronte a lui-ndr) il maestro ci portava a questa cerimonia. È un qualcosa che mi è rimasta nel cuore, nel mio immaginario di cittadino e mi auguro che voi che siete qua la portiate ancora avanti a lungo. Grazie di tutto e buon 4 novembre a tutti...».

 

I commenti li lasciamo a chi ha letto, visto ed ascoltato.

Questo il comunicato stampa dell’amministrazione comunale

cui si riferiva il sindaco nel suo intervento

«A seguito delle numerose lamentele da parte della popolazione acquese per il crescente comportamento invadente da parte di cittadini extracomunitari dediti all’accattonaggio, in modo particolare nei parcheggi dei supermercati e nelle vie cittadine durante lo svolgimento del mercato settimanale, il Sindaco Enrico Silvio Bertero e l’Assessore Renzo Zunino hanno dato disposizione affinché la Polizia Locale intensificasse i controlli finalizzati alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge circa la presenza sul territorio di questi soggetti.

Dal lavoro svolto dagli Agenti Municipali è emerso quanto segue:

- 9 persone erano prive di requisiti. A loro carico è stato compilato invito, a sensi art. 15 T.U.L.P.S., alla presentazione in Questura presso l’Ufficio Immigrazione. Le 6 persone che non vi hanno ottemperato sono state contravvenute a sensi Legge 689/81;

- 4 persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per inottemperanza ai disposti del Foglio di Via emesso dal Questore;

- per 3 persone è stato proposto al Questore l’emissione del Foglio di Via;

- 21 persone risultavano in regola con i documenti;

- 39 persone hanno mostrato documenti attestanti la loro situazione di rifugiato politico in attesa di regolarizzazione.

È su questi ultimi che si intende focalizzare l’attenzione.

Essi hanno permessi provvisori rilasciati da Questure di varie Città italiane e circolano indisturbati, spesso in spregio alle comuni regole della convivenza, in condizioni personali a volte precarie e quasi sempre sprovvisti di documenti originali in quanto trattenuti dalle cooperative/associazioni, o similari, che si occupano, o dovrebbero occuparsi, della loro cura. Tali organismi trattengono il documento originale dei rifugiati, forse per poter dimostrare il proprio diritto a ricevere i sussidi previsti dallo Stato, non vigilando sulle condizioni e, in molti casi, addirittura sull’effettiva presenza nella struttura del rifugiato stesso.

Abbandonato il centro di assistenza che avrebbe dovuto occuparsene, i rifugiati devono necessariamente procurarsi il denaro sufficiente a sopravvivere; è ovvio che, in una situazione come quella fino a qui descritta, questa necessità legata alla sopravvivenza diventi quasi sempre impellente, causando in troppi casi un aumento dell’aggressività di queste persone. Infatti, può capitare che essi arrivino a forzare le richieste di denaro sino a spingersi al contatto fisico, soprattutto quando si trovano a che fare con persone considerate più “deboli”.

Questa Amministrazione ha sollevato più volte presso le Istituzioni competenti questa problematica, invitando Enti interessati e singoli Cittadini ad un’analisi a 360 gradi, proprio sul sistema che oggi regola l’accoglienza delle persone provenienti da Stati esteri in cui le condizioni di vita siano precarie. “È utile - ritiene il Sindaco Bertero - che questa importante riflessione coinvolga tutti, non solo le Forze dell’Ordine che presidiano il territorio, troppo spesso ultimo anello di questo rapporto non corretto con i profughi. Indispensabili, poi, ulteriori ragionamenti e valutazioni, che devono essere effettuati rispetto alle strutture che sono state individuate per ospitare i profughi/rifugiati e, soprattutto, rispetto alla normativa che regola questa attuale e pressante questione e prescrive per le citate strutture obblighi troppo limitati nei confronti dello Stato e della Società civile”».